Vincere La Mia Sfida : Prepararmi In 3 Mesi e Correre La Mia Prima Maratona In Meno Di 4 Ore

In tre mesi ho preparato e corso la mia prima maratona in meno di 4 ore.

I MIEI MAESTRI ?
  • La  mia voglia di riuscire;
  • Armando Pintus, lo Psicologo di Milano esperto in “prestazioni e risultati”;
  • Siro Rigon, il runner di Vicenza che ha corso in 2h38’ la maratona di Vancouver.

Ho deciso di avvicinarmi al mondo del running con l’obiettivo principale di partecipare alla mia prima maratona con soli tre mesi di preparazione. Nel gennaio 2011 sono uscito di casa e mi sono quindi lanciato in questa sfida con l’intento di prepararmi nel modo migliore possibile per concludere in meno di 4 ore la Maratona del Santo  di Padova.  Ho iniziato da solo di sera, o nel week-end, per almeno tre/quattro volte alla settimana, All’età di 32 anni ho iniziato a correre e ho notato che il mio fisico recepiva in maniera più che positiva le sollecitazioni dell’asfalto o dello sterrato.

Determinato a preparare in così poco tempo una distanza così lunga, e consapevole che necessitavo di consiglie dell’appoggio di chi già pratica questo sport, ho contattato il runner, Siro Rigon, (che dal 2008 vanta un record personale di 2h38’ nella difficilissima maratona di Vancouver, essendo una maratona fatta di salite e discese anche impegnative), e lo Psicologo dello Sport e del Risultato Armando Pintus, che sapevo aveva già seguito con successo altri maratoneti. Mi sono rivolto a loro nella speranza che potessero cogliere con entusiasmo la sfida di un giovane che si avvicina per la prima volta a questa disciplina, dandomi il necessario supporto, e così è stato.

E’ stato infatti molto grazie ai loro consigli e sostegno, che ho potuto vincere la mia personale sfida: preparare la mia prima maratona in 3 mesi e correrla in meno di 4 ore. E di questo sono assolutamente soddisfatto e grato.

La mia prima esperienza sulla lunga distanza è stato un successo: 3h59’!

Poi ho fatto il mio record personale, sempre a Padova, nell’aprile 2012, in 3h29’.

Praticando questo sport fantastico, ho iniziato a conoscere molte persone, ho appreso che molti amici e compagni di corsa che correvano regolarmente, stavano preparando una maratona o ne avevano già conclusa almeno una in passato.  Preso dall’entusiasmo del primo mese di allenamenti, a febbraio 2011 mi sono iscritto sì alla maratona del Santo di aprile 2011 … ma anche a quella di Berlino di settembre … e a quella di New York di novembre.  Insomma, non mi bastava più l’idea iniziare e concludere i miei primi 42,195 km tutti d’un fiato, con una preparazione di tre mesi: volevo poter dire in futuro a mio figlio: ne ho fatte tre in nove mesi.

 

Poi alla ricerca del risultato all maratona di Berlino
Per poi disputare la mitica maratona di New York

Grazie a questo sport, e all’aiuto di Siro e del Dott. Pintus, ho potuto conoscere meglio il mio corpo e la mia mente. Ho pertanto imparato ad allenarmi fisicamente e  mentalmente in modo nuovo, scoprendo e vedendo in modo concreto come i pensieri, la motivazione e le convinzioni guidano e spingono il corpo, settimana dopo settimana, allenamento dopo allenamento, chilometro dopo chilometro, verso nuovi successi  e obiettivi.

Ringrazio qui, oltre a Siro Rigon con cui ho parlato a lungo di preparazione atletica, anche Armando Pintus per avermi aiutato a spostare il mio pensiero dai possibili acciacchi, infortuni o paure verso aiutanti sensazioni di benessere, determinazione e forza.

Ovviamente non tutto è stato “rose e fiori”. L’aumento graduale del chilometraggio settimanale, il tentativo di muscoli e tendini di adeguarsi al nuovo stile di vita che la corsa ti dà, lasciavano inevitabilmente la loro scia di dolorini e affaticamenti in diversi muscoli delle gambe, segnali che spuntavano all’improvviso dopo, ad esempio, 6 km in cui tutto andava benissimo.

Più di una volta mi è capitato di uscire da casa per una seduta di allenamento serale, di iniziare a correre sentendomi in forma, con le gambe che giravano bene, ma ad un certo punto, un inatteso dolore ad uno dei muscoli delle gambe compare, impedendomi una corsa sciolta e fluida o addirittura costringendomi ad interrompere la seduta.  Ricorderò a lungo in particolare quel giorno di luglio 2011 quando, uscito alle 5 del mattino per un cd. “lungo” di 33 km, al 16° circa un dolore acuto mi prende il flessore della gamba destra, tanto improvviso quanto acuto, da impedirmi di camminare senza dolore. Ho preso paura, non tanto per il fatto in sé, o del fatto che al 16km, tra l’altro in luglio, il corpo e i muscoli sono ormai caldi [sapevo che era da nemmeno un anno che correvo, quindi erano imprevisti calcolabili ad un fisico che si sta formando per questo genere di prestazioni] ma perché non potevo chiamare alle 6.30 del mattino mia moglie per venirmi a prendere: vista l’ora, avrebbe preso paura, pensando mi fosse capitato qualcosa. Allora mi sono detto: ”Lino, non pensare alla gamba; prova a correre appoggiandola velocemente a terra, senza piegarla, toccando per poco l’asfalto con il piede, agendo più sull’articolazione e il movimento della caviglia, e vedi se ti passa, riuscendo a far strada”. Dopo 2 / 3 chilometri in cui correvo come poteva correre un pirata dei caraibi senza una gamba sbarcato sull’isola dei famosi, il muscolo si è un po’ sciolto, decontratto e, pur con un leggero fastidio, ho potuto riprendere la via di casa e percorrere i rimanenti chilometri del “lungo”.

Ho parlato al dott. Pintus di questi episodi e della paura che stava dietro ad ogni piccolo effettivo o sintomatico dolore, sia nelle corse brevi che in quelle più lunghe, e di quelle situazioni che possono portare ad una contrattura muscolare, o stiramento, o affaticamento che poteva costringermi ad interrompere l’allenamento e quindi la preparazione. Pintus mi ha quindi consigliato alcune utilissime tecniche e alcune frasi che dovevo ripetermi durante la prestazione sportiva, (su come la mia corsa e le mie gambe erano forti e leggere, su come liberare le mie energie, su come attivare e focalizzare i miei sistemi motori e di pensiero per la vittoria desiderata, ecc.)

Devo dire che adesso che sto preparando la maratona di Venezia del prossimo ottobre 2012 con l’obiettivo, anche questo un po’ azzardato, di concluderla in meno di 3h, questi consigli mi accompagnano nelle sedute in pista e nei lunghi della domenica.

Nonostante mi sembrino oggi assai lontani quei primi mesi “da runner”, ora che ho aumentato i carichi di lavoro o che svolgo sedute di allenamento per migliorare nello specifico forza e resistenza per poter fare una maratona più veloce, trovo queste tecniche e quelle frasi molto efficaci, soprattutto per spingere di più e per restare al passo di coloro che sono più allenati e forti di me.

Ora mi sono abituato e mentre corro adotto subito queste tecniche e queste frasi così efficaci. E’ incredibile come ciò mi permette di sorvolare sulle preoccupazioni che coinvolgono la mente anche nei frangenti più faticosi o difficili, distogliendo la troppa attenzione e apprensione per quello che succede o potrebbe succedere nei muscoli, e lasciandomi la mente libera di concentrarsi invece sulla correttezza della postura, dell’appoggio del piede, della tenuta delle spalle e delle braccia, della respirazione, e sulla rincorsa che mi permette di raggiungere e superare i compagni di allegamento o di gara.

Insomma su come vivere la corsa in modo più sereno e tranquillo, assaporando quella piacevole stanchezza e gioia che intensamente provo alla fine di una bella corsa intensa….. vincendo le mie sfide.

 

LINO LUNARDI, COMMERCIALISTA IN VICENZA CON LA PASSIONE DEL RUNNING

 

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